Angoli studio in casa. Il lavoro va a lezione di fantasia

Diciamoci la verità: lavoro e studio non sempre rientrano fra le nostre attività preferite (a volte preferiremmo andare dal dentista). È importante allora incoraggiarli, creando attorno un contesto il più possibile gradevole.

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Si sa che il piacere comincia dagli occhi. Andiamo quindi a sfogliare alcune soluzioni per piccoli e graziosi angoli studio, che allietino i vostri momenti di dovere quotidiano, senza disturbare l’estetica degli spazi in cui si inseriscono. Partiamo dalle proposte più colorate, dedicate ai creativi, ma anche a chi ha bisogno di un valido motivo per alzarsi dal divano.

ARREDI PER UNO STUDIO CREATIVO

Una falsa credenza vuole che ambienti grigi e impersonali aumentino la concentrazione. Niente di più sbagliato: al contrario, risultano demotivanti e letali per l’ingegno e l’originalità. La mente ha bisogno di ispirazione. E queste soluzioni sono perfette per lo scopo.

Il divertente angolo studio a 100 watt, con circuito e lampadine, che si illuminano come idee geniali, e il tavolino dalle zampe vibranti, come avessero appena ricevuto una scossa; poi, colori pop, colori elettrici e colori forti a contrasto o tonalità più spente pastello. Il tutto accompagnato dalle forme più insolite, come la mensola a binario che viaggia dalla posizione orizzontale a quella verticale o la bacheca composta da scatole, malamente assemblate sulla scrivania, che esibiscono il fondo colorato.

IDEE RICICLO PER UNO STUDIO FANTASIOSO

Per la creazione di questi angoli, basta rispolverare mobiletti, tavoli da lavoro, sedie e vecchi sgabelli relegati in soffitta, che conservino un aspetto povero e dimesso, tale da conferire all’insieme un carattere minimal. Basta aggiungervi qualche dettaglio fantasioso, come queste stelle e corna di cervo dal sapore finlandese o carta da parati pirotecnica, come nel grazioso contrasto fra la delicatezza delle farfalle e la ruvidezza industriale dell’arredo. Estremo caso di semplicità, il tavolino mutilato, con due gambe zoppe che si reggono appena, appoggiandosi al muro.

LA TRADIZIONE, OGGI

Di grande effetto anche l’uso di mobili in stile retrò, che personalizzano in modo più deciso l’ambiente: scrivanie, vecchi secretaire e addirittura banchi di scuola di inizio secolo scorso, riverniciati di fresco con tinte moderne, sotto cui seppellire il verderame del tempo.

IDEE SALVASPAZIO

Un’idea salvaspazio è quella di appoggiare il materiale da lavoro su basi sospese, in modo da lasciare liberi lo spazio e la visuale sottostanti: creare mensole in angoli morti del muro o addirittura dentro armadietti; sistemare piccole ribalte da chiudere e aprire all’occorrenza; o prolungare la testiera in una scrivania, per gli integralisti del lavoro, che amano portarselo a letto; in quest’ultimo caso l’illuminazione assolve la doppia funzione di abat-jour e lampada da studio.

LO STUDIO MOLTIPLICATO

Per chi fa lavoro di squadra, ecco che gli angoli studio si duplicano o moltiplicano, a seconda del numero di partecipanti. Così in questo esempio di bicromie bianco-dorate, ammorbidite da pellicce e nell’altro esempio del tavolo allungato, in stile industriale, fedele al contesto dei muri grezzi e dei finestroni a griglia scura.

ANGOLO STUDIO PER I POLLICE VERDE

Si può consegnare al verde il compito di allietare le ore lavorative, usando la vegetazione come complemento d’arredo, oltre che come terapia omeopatica antistress. Così in queste immagini, dove le piante affollano lo spazio, insieme ad altri elementi, quali grappoli di faretti appesi al soffitto come tralci d’uva e oggetti dalle forme strategicamente morbide: sedie a dondolo e tavolini dagli angoli arrotondati.

IDEE RICICLO PER LO STUDIO PIU’ BIZZARRO

Chiudiamo passando in rassegna le idee più bizzarre e originali. La loro particolarità può risiedere nella forma: fantasie geometriche pentagonali, semicircolari e trapezioidali, futuristici cubi sospesi nella stanza, sedie a griglia e tavoli di legno che si inabissano in ripiani verticali.

Oppure possiamo imbatterci in piccoli capolavori del recupero: i libri che prima venivano usati per livellare i mobili storti, qui si impilano in vere e proprie gambe di tavolo; scrivanie poggiate su metalliche gabbie cilindriche; tavoli e sedie composti interamente da palettes, accatastati in un equilibrio precario; una comoda pelliccia a rivestire la sedia, come un’irresistibile tentazione.

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