Cucine in stile scandinavo, o quasi. Benvenuti al Nord

Direttamente dai mari del Nord, approda nei nostri appartamenti la nuova tendenza dell'arredamento scandinavo in cucina, che riassume in sé le diverse anime dello stile country, industriale e shabby chic.

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Viene naturale chiedersi come mai i popoli scandinavi si portino i loro inverni dentro le case, copiandone le tonalità fredde e l’aspetto scarno. Sarà perché il modo più efficace di esorcizzare il gelo, è quello di chiuderlo a chiave in un luogo riscaldato e familiare, come la cucina. Sarà perché i colori freddi sono anche i più luminosi e creano serbatoi di luce inesauribili, per i lunghissimi giorni senza sole, nelle terre del Nord. Sarà perché, spesso, ciò che ci lega più profondamente alla nostra terra, è proprio la sua parte più ostile.

IL LATO VINTAGE DELLO STILE SCANDINAVO IN CUCINA

Così nascono queste splendide cucine, riprese come fotogrammi da una pellicola in bianco e nero di Dreyer.

Realizzarle è semplicissimo, divertente ed economico: basta fare un giro in cantina o in soffitta e raccogliere quanto di più cadente e vintage riusciate a trovare, tra vecchi armadi dismessi, travi, pezzi di legno e ricordi di una lontana prozia. Dopo aver spolverato bene il tutto, cominciate ad assemblare i pezzi, seguendo queste poche regole.

Pareti rigorosamente bianche e una mano di pittura bianca anche sugli elementi d’arredo, come armadi, tavoli, sedie, travi a vista. Ma verniciateli senza dare la seconda mano, in modo da lasciare l’ombra del colore originario e dare al loro aspetto un senso quasi di trascuratezza. Legno grezzo per i piani dei tavoli e le panche, meglio se spaccati e mangiati dai tarli, vistose cicatrici su armadi e sedie cadenti, lampade a sospensione industriali, divorate dalla ruggine, vecchie sporte di vimini in caduta libera dal soffitto.

E ancora, paraschizzi di piastrelle bianche, tegami in vista, ammaccati e possibilmente ultrasettantenni, frigoriferi vintage anni ’60, pavimenti sporchi di calce, parquet di legno grezzo o semplici gettate di cemento. In queste versioni estreme dello stile scandinavo, gli unici elementi giovani concessi sono le piante.

IL BIANCO A PRESIDIO DELLO STILE SCANDINAVO

Vi sono anche modi più temperati di intendere la cucina in stile scandinavo, introducendo macchie di colore o aggiungendo più legno, a coprire gli eccessi di bianco, dando così un carattere più country all’ambiente. Il bianco, ben inteso, non deve mai mancare, sulle pareti, sui pavimenti, nei complementi d’arredo, sia pure in rami innevati che si intrecciano alle lampade, appesi al soffitto.

Quindi, accanto ai soliti elementi, come vecchi mobili, vasellame antico, lampade corrose, troveremo anche, a rianimare il set, soffitti o pareti in legno, rigorosamente invecchiato, piastrelle a scacchi bianchi e blu, abbinate a carta da parati e stoffe della stessa bicromia, piastrelle, sedie e tendaggi colorati o muri in pietra viva.

Al contrario, l’infedeltà al bianco, può provocare un ulteriore calo delle temperature, quando si sposano colori e materiali ancora più freddi, come il grigio metallico dell’ultima immagine, che vira verso uno stile marcatamente industriale.

Infine, vi sono versioni che fondono il vecchio e il nuovo, annunciando l’ingresso in cucina di mobili dalla linea più classica o addirittura moderna, che fanno da sfondo alle solite reliquie recuperate dal valigione dei nonni o a pezzi di antiquariato povero.

LA CUCINA SCANDINAVA A RIDOSSO DELLO SHABBY CHIC

Si arriva così a reinterpretazioni graziosamente shabby dello stile scandinavo, come nell’ultima immagine, dove il tavolo nero ovale, inizi ottocento, con gambe a bottiglia, accoglie le deliziose sedie bianche dai cuscini rigati e il classico lampadario a gocce. Sullo sfondo, una gruccia manichino, come un angioletto evanescente, sospeso sulla parete, affianca il mobile bianco con specchio ovale, dagli intagli inconfondibilmente shabby chic.

In omaggio alla tradizione, antichi forni a legna in cui si cuoceva il pane fatto in casa, vi faranno assaporare l’intimità di queste atmosfere domestiche, non solo con la vista, ma anche con l’olfatto e col gusto, per una riscoperta multisensoriale delle lontane culture nordiche.

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